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Licantropi
Un licantropo è una creatura umanoide nata con il gene della licantropia, una mutazione fisica che lo costringe ad assumere sembianze animalesche alla vista del plenilunio, gene che - tuttavia - non viene automaticamente passato alla prole naturale. Nella stramaggioranza dei casi, la licantropia si mostra per la prima volta al sopraggiungere dell'adolescenza. Solo con grande pazienza ed in età adulta, un Licantropo riesce a raggiungere un controllo tale della "belva" da riuscire a posticipare la propria mutazione in forma animale durante le notti di plenilunio, ma solo a costo di un enorme sforzo di volontà e per poco tempo.

Tratti contraddistintivi: apparentemente, il licantropo non ha nulla di esteticamente dissimile dalla sua razza originaria d'appartenenza, tuttavia il suo carattere a seguito della mutazione diventa più istintivo, preda di sbalzi d'umore che si fanno sempre più netti con l'avvicinarsi del plenilunio. Le sembianze animalesche assunte durante la mutazione sono uniche e riconoscibili. I ceppi di appartenenza della licantropia sono lupoidi, felini e plantigradi, ma pur sempre di razze animali europee (salvo rarissimi casi consentiti dalla proprietà)

Carattere: il susseguirsi delle generazioni durante il trascorrere delle ere, gli incroci dei ceppi originari e le distanze geografiche hanno influito sulla diversificazione di questa razza, rendendo impossibile definire schemi comportamentali, sociali e psicologi univoci e contraddistintivi.

Lingue parlate: oltre alla lingua comune, i licantropi parlano la lingua della loro razza originaria.

Bonus:
- Olfatto e sensi particolarmente sviluppati.
- Visione crepuscolare.
- Forma animale. E' la forma standard in cui muta il licantropo alla vista della luna piena.
- Forma crinos. Un licantropo può imparare a controllare la sua mutazione ed assumere una forma a metà fra quella originaria e quella animale. In tale forma, le sue dimensioni aumentano, presenta aspetti ferali (pelliccia sul dorso, sulle braccia e sulle gambe; artigli; fauci e denti aguzzi) e acquisisce una forza maggiore, mantenendo oltretutto la possibilità di impugnare armi da taglio o da botta.
- Controllo. Un licantropo non muta in animale o crinos durante il giorno a meno che non lo voglia fare o non sia spinto a farlo a causa di emozioni violentissime. Un licantropo al chiuso, durante le notti di plenilunio, riesce a controllare la "belva" nonostante risentirà dell'influsso esterno e avvertirà un forte desiderio di uscire e cedere alla propria natura.
- Frenesia. Un licantropo ferito o istigato può entrare in frenesia, ovvero perdere il controllo della propria forma e mutare anche se non c'è luna piena. La frenesia è anche un malus.
- Morso. Usato per trasmettere la propria mutazione, a tutti gli effetti una malattia che ha bisogno di un tempo di incubazione pari ad un mese, al termine della quale, la vittima muterà per la prima volta in "Mannaro" (non licantropo!).

Malus:
- Durante le notti di plenilunio i licantropi non possono usare incantesimi.
- Frenesia. Quando in frenesia, il licantropo non ragiona più, né comprende la gravità della situazione in cui si trova. Non avvertendo più il dolore per via dell'adrenalina, può morire dissanguato a seguito delle ferite.
- Morso. La trasmissione della licantropia non è automatica. Trattandosi di una malattia che aggredisce i geni della vittima, mutandoli, il corpo ospitante può subire un rigetto che porta alla morte (in caso di resurgo, post rigetto, la vittima del morso ritorna con la sua razza di appartenenza).

Morte: benché fortemente resistenti, i licantropi sono comunque creature viventi. Possono morire a seguito di ferite letali, tanto di natura fisica quanto magica, avvelenamenti, malattie.

Resurgo: in caso di morte, l'anima del licantropo abbandona il corpo e vaga per i piani di esistenza fino alla resurgo.
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